Gv 14,15-16.23-26 lo Spirito indica l'oltre
Se ami, osserverai. L'amore nello Spirito di Dio diventa anima di ciò che diventeremo.
Se ami, osserverai. L'amore nello Spirito di Dio diventa anima di ciò che diventeremo.
L'ascensione di Gesù è l'occasione per liberare il cuore dei discepoli dall'attaccamento a lui e per creare uno spazio fecondo di libertà e benedizione. Abbiamo bisogno di distacchi, di lasciar andare ciò che ci lega, per far maturare e fiorire in noi il nuovo.
Lo Spirito dà pace e vince ogni paura. Nell'amore si matura quella pace che ci riporta a casa, dentro di noi.
Amare "come" Gesù ha amato (persino l'amico traditore) non è imitazione, ma entrare con tutto se stessi dentro un respiro nuovo, un salto di coscienza, una sorgente che rigenera e conduce alla vita, contagiando per contatto.
Essere "pecore" non vuol dire essere massa indistinta o sottomessa, ma sentirsi conosciuti, valorizzati e amati in modo unico. Il vero pastore è punto di riferimento e presenza amorevole che ti butta nella vita, senza creare dipendenze, facendo crescere e fiorire la vita, perchè tu possa poi fare altrettanto.
Quando la delusione e il "nulla" ti avvolgono, è allora che devi riprendere il mare e gettare le reti "dall'altra parte" per scoprire le infinite potenzialità di Vita dentro di te. Questa è la barca della chiesa, Amore che cavalca i mari e fa risorgere.
La risurrezione di Gesù è il segno della forza vitale che è al centro della vita, spinta d'amore capace di strappare alla morte l'ultima parola, attraverso infinite rinascite.
La morte di Gesù non è un accidente capitato, nè un evento cercato, ma l'esito inevitabile di chi ha deciso di amare fino in fondo in un mondo di egoisti e violenti. Ma morire così significa aprire "oggi" una strada possibile di Vita per tutti.
Serata speciale "con cuore di donna" dedicata a due protagoniste del Vangelo, l'adultera e la samaritana, e al loro delicato e profondo incontro con Gesù che non si ferma alle loro fragilità, ma le aiuta ad andare oltre.
Si può osare la libertà e sbagliare, ma sentire di avere una casa in cui tornare, come il figlio minore della parabola, e si può stare dalla parte dei "giusti" che restano nella casa da servi senza mai abitarla, come il figlio maggiore. Per entrambi è in agguato l'incontenibile GIOIA del Padre (che è anche Madre).
Episodi tragici di cronaca possono diventare occasione per una "conversione", cioè mettersi in discussione per arrivare, anche gradualmente, ad un cambiamento di atteggiamento e di mentalità di fronte alla vita.
C'è un futuro luminoso che ci aspetta, di cui possiamo pregustare ogni tanto qualche frammento. Gesù sale su un alto monte e cambia di aspetto, per dirci che la vita ha in sè una potenzialità di trasformazione verso un pieno di gioia e di bellezza.